Rina Breda Paltrinieri

                        

Rina Paltrinieri nasce a Milano nel 1891. Figlia unica, trascorre infanzia e giovinezza a Milano: “La mia mamma era veneta ed io cresciuta fra due dialetti ugualmente cari: il suo e quello della natia Milano" (La tela, Roma [1966], 64), che tanta parte avranno nella propria produzione lirica e teatrale.  Diplomatasi alla Scuola Normale intraprende l’attività di insegnamento vicino Milano (Figino, Paderno Dugnano), poi a Milano. Inizia in questi anni la sua attività di scrittrice, con opere di carattere didattico (Insegnamento allegro, L’attualità dell’asilo) nelle quali confluisce la dura ma feconda esperienza con “gli scolaretti di campagna! Preziosi e veri autori delle nostre vittorie. (…) Non vi dimenticheremo mai. Resterete nel tempo, così come vi abbiamo conosciuti, amati e temuti (La tela, 31). A queste opere si affiancheranno presto i primi libri per l’infanzia ­alcuni di grande successo e diffusione (Un sacco di fiabe, Pallino, Le tredici disgrazie dell'abitino di Mimì, Fantoccetto ritornello)–, pubblicati dall’editore Antonio Vallardi di Milano, che dà credito alla giovane autrice e con la quale stabilisce una collaborazione che si protrarrà per tutta la vita.

Durante gli anni della Prima guerra mondiale, assieme all’attività di insegnamento vive con grande partecipazione l’impegno sociale: elabora per il Comune di Milano una serie di cartoline che verranno vendute per raccogliere fondi e fornire pellicce ai soldati combattenti; ottiene il diploma di infermiera e presta la propria opera presso ospedali militari; infine brevetta un dispositivo per i mutilati degli arti superiori, di facilissima applicazione e di basso costo.

Nell’immediato dopoguerra  inizia  a collaborare con alcuni periodici per l’infanzia (Ragazzi d’Italia, Il Grillo del focolare).

E’ del 1920 la rappresentazione dell’opera drammatica in vernacolo veneto Le luzole, che la Compagnia veneziana di Carlo Micheluzzi replica per tutto l’anno in diverse città italiane e porta all’attenzione della critica; del 1921 Quel alter portinar, in vernacolo meneghino, rappresentata a Milano dalla Compagnia Zoncada. “Scrivere è ancora oggi per me una vera gioia. I personaggi dei miei libri e del mio teatro sono quasi sempre esistiti, sorgono dai miei ricordi e mi vengono incontro, facendo ressa alle volte, per avere la precedenza. Benvenuti! Bentornati! sembro dire loro vedendoli delineare sempre più nitidi e crearsi intorno l’ambiente, i fatti, gli episodi adatti a metterli in evidenza” (La tela, 34).

Nel 1925 sposa Enrico Breda, dal quale avrà due figli, e si trasferisce a Roma per motivi di lavoro del marito. Lascia quindi l’insegnamento, ma si intensificano invece i contributi ai periodici per l’infanzia e ad altri specificatamente didattici (La voce delle maestre d’asilo), le pubblicazioni di testi per la scuola (ricordiamo Primavera di bontà, corso di letture per le sei classi della scuola elementare), di racconti (Un burattino ci vuole, Il primo che arriva…),  di romanzi per l’infanzia e per ragazzi (Caporale, Piccole ali e grandi cuori),  e la produzione di testi di teatro per l’infanzia (Il teatro dei piccoli, La bontà è luce di sole, Cinque commedie musicali per i nostri ragazzi). In questi anni pubblica anche il racconto Io, la mia mamma e voi.

La sua attività di scrittrice per l’infanzia prosegue intensamente anche nel secondo dopoguerra (Cuori in attesa, Fiabe… si e no, Racconti e giochi per i più piccini, Luce, piccola donna); suoi testi sono trasmessi dai programmi della Radio nazionale –radioscene e componimenti didattici per le scuole elementari (La radio per la scuola elementare)–,  e sulle onde corte, per gli Italiani all’estero. Verso la metà degli anni Cinquanta è redattrice e animatrice di un periodico per ragazzi, La vela, un’esperienza che durerà per circa un triennio.

Le sue commedie sono rappresentate durante gli anni Cinquanta e Sessanta da importanti compagnie nazionali. Due suoi testi, messi in scena dalla Compagnia di Checco Durante di Roma, verranno trasmesse in televisione (Vetturini… se nasce! e Piglia su e porta a casa). Ottiene numerosi riconoscimenti e premi letterari. Si spegne a Roma più che ottuagenaria.

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